#BimillenarioAugusto: si poteva fare di più.

Oggi 19 agosto, ricade la ricorrenza della morte del celebre Ottaviano Augusto, figlio adottivo di Giulio Cesare, acclamato giovanissimo dal popolo romano, primo imperatore, colui che in quattro decenni di principato divenne padrone di un impero sterminato del quale modificò profondamente gli aspetti costituzionali, ne rivoluzionò l’aspetto e ne cambiò il destino.

Augusto, un giovane introverso e fuori misura rispetto alla stazza dei suoi antagonisti, riuscì a vincere il confronto con i grandi avversari dell’epoca come Marco Antonio, Cassio, Bruto e Cicerone entrando di diritto nella storia, e divenendo esempio per gli imperatori che lo succedettero.

Stabilì l’arruolamento militare a diciassette anni e un vitalizio permanente per i congedati; ristabilì il cursus honorum; favorì la rinascita economica e il commercio; incrementò il diffondersi della cultura con l’aiuto di Mecenate; introdusse una serie di leggi a favore della famiglia; promosse le grandi opere pubbliche tra cui terme, acquedotti, strade e ponti; ereditò una Roma in mattoni e la ricoprì di marmo; estese i confini dell’Impero fin oltre il Mediterraneo. Inoltre fu uno dei pochi a mantenere un matrimonio per oltre cinquant’anni (cosa assai rara anche a duemila anni di distanza). Inoltre, il suo principato (il più lungo della Roma imperiale) duró fino alla sua morte: egli morì a 75 anni di vecchiaia (come riporta Svetonio) un traguardo non da poco dati i tempi dove l’omicidio era spesso perpetrato a danno di chi era ritenuto scomodo nella vita politica. Questo lascia intendere come Augusto fosse benvoluto. Insomma, una festività mica da nulla.

E infatti sono diverse le iniziative organizzate per celebrare il bimillenario della morte, molte organizzate sul filo del rasoio partiranno in settembre. Ma siccome in questa nostra Italia, la polemica è dietro l’angolo, non ci facciamo sfuggire l’occasione anche noi di puntare il dito contro l’inagibilità dell’unico monumento che meglio rappresenta il bimillenario della morte: il mausoleo di Augusto chiuso al pubblico da quasi ottant’anni. L’hanno potuto visitare solo un centinaio di turisti (a loro rischio e pericolo) nel mentre sgorgavano nel fossato le acque delle tubature che tempestivamente hanno deciso di rompersi in mattinata. E pensare che nel bimillenario della nascita di Augusto (1937), quando Mussolini regnava sovrano in Italia, le celebrazioni e la visita del mausoleo attirarono a Roma un milione di persone.

In compenso (per modo di dire) si potrà visitare eccezionalmente di sera l’Ara Pacis, la quale verrà illuminata per simulare una sorta di restauro virtuale.

ara pacis illuminata

Sull’Ara Pacis vi è anche una ricca documentazione dell’istituto Luce, riguardante le vicende relative al monumento, dalla sua ricostruzione fino all’ultimo restauro della teca Morpurgo, avvenuto nel 1970.

Su Augusto si è scritto e pubblicato tanto (il web è colmo di informazioni… per fortuna), è stata anche girata una miniserie nel 2003 diretta da Roger Young con Peter O’Toole nel ruolo di Augusto e Charlotte Rampling nel ruolo di Livia, l’amata moglie.

Segnaliamo anche una puntata di Superquark interamente dedicata ad Augusto dove interessanti sono anche le ricostruzioni della città di Roma nel periodo in cui si andava formando il grande Impero Romano

(G.Cal.)

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